Gentilissima dottoressa, le scrivo perché sono confusa e disperata, ho lasciato il mio fidanzato per il suo rapporto con Facebook. Non ho mai apprezzato il tempo che dedica a questo strano mondo virtuale ma quello che mi ha mandato in tilt è stato vedere che ha tra le amicizie molte donne che non conosce e che hanno dei profili discutibili, sotto le quali ha sempre cliccato “mi piace” e aggiunto commenti lusinghieri. Mi sento tradita, lui dice che esagero e che non capisco che fb è un modo di stare in contatto con il mondo. Lei che ne pensa? La prego mi dia un consiglio. L. da Torino

Cara L. le dirò che non è la prima volta che una persona mi parla degli effetti emotivi di fb sulla propria vita. Anche nel mio centro mi è capitato di seguire pazienti che portavano questioni relative a questo mondo tanto è vero che le prime volte, le confesso, avevo difficoltà a seguire il linguaggio utilizzato: “ha postato, pubblicato, cliccato” ecc, mi sembrava un codice estraneo ed incomprensile. Per tale ragione mi sono iscritta a facebook, allo scopo di comprendere e studiare il fenomeno, ho letto anche qualche articolo sulla storia del suo inventore e visto il film su Zucherberg e le dico senza esitazioni, che trovo sia un mondo complesso che sintetizza ed esprime tutte le debolezze e patologie moderne: solitudine, difficoltà relazionali e comunicative, esibizionismo, egocentrismo, vouyerismo. La storia che fb sia il modo di stare in contatto con le persone mi sembra davvero debole, tanto è vero che non è così che è nato.

Piuttosto il suo inventore era un ragazzo emarginato, isolato senza alcun contatto che usò questo metodo per vendicarsi di una ragazza che lo aveva rifiutato. Questo imprinting non è ininfluente, infatti, io credo, che le persone si allontanano e non si avvicinano con fb. Inoltre crea equivoci e false illusioni. Una persona pubblica una foto, magari di dubbia originalità e bellezza, su cui piovono una sfilza di “mi piace” e si illude che sia vero. Senza considerare la tendenza di pubblicare le foto della tazza dove si beve il latte, o la pizza che si sta per mangiare o la spiaggia su cui si sta prendendo il sole a quale scopo, spesso mi sfugge. Per socializzare? Cosa? Soprattutto è sempre più diffusa la dipendenza da facebook, le persone passano sempre più tempo a frequentare virtualmente i loro “amici” per poi perdere quelli reali. Ex fidanzati che seguono la vita del perduto partner, sbirciando le foto o i messaggi che quest’ultimo pubblica, amiche che fanno dispetti pubblicando cose, messaggi inviati in modo indiretto per ferire senza possibilità di difesa. Credo che fb ha slatentizzato esibizionismo e voyerismo che, noi psicologi conoscevamo come perversioni, e che, oggi sono fenomeni di massa. Attenzione dico slatentizzato perché non credo che a fb vada il primato di aver reso questa società, la società dei reality show. Questo primato va alla deprivazione culturale ed artistica cui il mondo è sottoposto da decenni progressivamente.

Facebook credo possa avere utilità commerciali ma non relazionali o sociali. A chi mi dice che serve per mettere in contatto persone che vivono in parti opposte del mondo rispondo che esiste già internet, la posta elettronica e skype non basta? Insomma cara L. capisco che sia stanca di aspettare che il suo fidanzato abbia finito di socializzare con il resto del mondo prima di uscire con lei, ma la invito anche prima di giungere a scelte così drastiche, di ridimensionare i vari,“mi piace” alle fanciulle discinte di turno che lasciano il tempo che trovano. Non so da quanto tempo state insieme? È possibile che stiate attraversando un momento di stanchezza, per cui il suo fidanzato si “rifugia” in qualcosa di nuovo. Credo che ogni volta che qualcuno si allontana dalla realtà, sta dimostrando una fragilità. Se può, e soprattutto se ha ancora dei sentimenti per il suo fidanzato lo aiuti ad apprezzare la vita reale in modo da non doverla poi sbirciare da fb dopo che lo avrà lasciato. Spero di esserle stata utile.

Giovanna Celia
D la Repubblica Blog