Gentilissima dottoressa sono M. da Parma le scrivo per un consiglio, sono in attesa del mio primo figlio, non conosco ancora il sesso ma ho una ferma volontà vorrei dargli un nome speciale, unico qualcosa che nessun’altro ha. Mio marito però non è d’accordo ed è invece per attribuirgli un nome più comune. Lei cosa ci consiglia. la ringrazio per il suo prezioso aiuto M.

Cara M. capisco il suo desiderio, ma è bene che sappia che il nome che abbiamo influenza il nostro carattere e senza dubbio anche le nostre relazioni. Il nome non è soltanto una etichetta ma rappresenta molto di più. I nomi sono attese, aspettative, sogni, speranze che i genitori proiettano su di noi fin da prima ancora della nostra nascita. Al nome è collegato un sogno di nostro padre o di nostra madre, è collegata una idea. Il nostro nome ha un peso sulla nostra vita. Pensate a chi si chiama Allegra o Fortuna, da loro è abbastanza chiaro cosa ci si aspetta e che proiezione ci sia sulla loro esistenza. Per le persone che hanno nomi particolari come Prisca, Oceania, la difficoltà è quella di essere diversi, unici, speciali, nessun’altro ha lo stesso nome. Può essere poco rassicurante portare il peso di tanta unicità. In genere ci fa sentire meglio riconoscersi in altri come noi, almeno fino a quando non si raggiunge la maturità per cui si può apprezzare la propria diversità. Inoltre è probabile che per avere un nome del genere, si abbia anche dei genitori che, a quel nome, associano cose specifiche e spesso pesanti per l’esistenza della figlia. Ci sono persone che hanno il nome di un personaggio letterario, o di un luogo associato ad esperienze significative per i genitori ma sconosciute a loro. Ci sono nomi frutto di battaglie e-o di compromessi tra i genitori. Tutto questo non è ininfluente per la vita del figlio. C’è sempre un destino, una strada designata di matrice familiare, reale o fantasmatica dietro il nome dei figli. Spero di esserle stata utile e auguri.

Giovanna Celia
D la Repubblica Blog