Gentile dottoressa sono R. una mamma di un bambino di 6 anni, negli ultimi tempi vedo mio figlio, teso, inquieto, spesso lui stesso mi dice di essere “troppo stressato” mi colpisce che usi queste parole, mi dico che forse parla così perchè sente noi adulti usare certi termini.  E’ pur vero che io e mio marito gli offriamo molti stimoli e possibilità, quindi nostro figlio ha molti impegni. Il dubbio che mi assale è: ” E’ possibile che il mio bambino sia stressato?La ringrazio e aspetto una sua gentile risposta

R.

Cara R. la ringrazio per la sua domanda perchè mi offre l’opportunità di chiarire una questione importante soprattutto in questo periodo storico. Intanto le rispondo subito ed in modo chiaro: Si anche i bambini si stressano! Io vedo sempre di più bamibini, anche molto piccoli, stressati, impegnati eccessivamente e sosvrastati dalle attese dei genitori. Vedo genitori ansiosi ed esigenti che pretendono che il proprio figlio  sia nell’ordine: un perfetto scolaro, un bambino modello, un’esperto di lingua straniera, un’artista, un musicista, un atleta, un potenziale nobel ecc. Per tale ragione i bambini già dall’età di tre anni e, quindi, dalla scuola dell’infanzia vengono istruiti all’alfabeto, alla lingua straniera, alla musica, al teatro, alla danza, all’ atletica e così fino alla maggiore età avendo impegni settimanali alla pari di un adulto. Seguo dei preadolescenti in terapia e stabilire con loro l’appuntamento è più difficile di un adulto, tanti gli impegni tra cui si destreggiano settimanalmente. In tutto questo si è sottratto all’infanzia i valori più importanti la spensieratezza, il gioco, la leggerezza, i tempi lunghi e vuoti. Tutto il tempo dei bambini di oggi è denso, compresso, veloce e finalizzato. Questo stato di cose produce sindromi e sintomatologie psicologiche come quelle che colpiscono gli adulti quindi: ansia, stress, attacchi di panico, depressione e somatizzazioni. Per contrastare tutto questo ad esempio di grande aiuto è il gioco libero. Nel gioco libero i bambini usano l’immaginazione e sperimentano nuove attività e nuovi ruoli. La cosa essenziale è che l’attività non deve avere alcuna funzione né obiettivo. Il gioco libero aiuta i bambini a costruire rapporti e sviluppa abilita sociali, creative e anche linguistiche. Inoltre è essenziale per il benessere emotivo, aiuta ad affrontare ansia e stress . In uno studio del 1984 pubblicato sul “Journal of Child Psychology and Psychiatry” alcuni ricercatori hanno misurato i livelli di ansia di 74 bambini di età compresa tra i tre e i quattro anni,  nel loro primo giorno di scuola materna, osservandone il comportamento vennero suddivisi in due gruppi ansiosi e non ansiosi. I bambini ansiosi furono suddivisi tra due attività una di gioco libero e l’altra di ascolto di una storia raccontata dall’insegnante. Fu estremamente interessante notare come i bambini che avevano giocato si erano tranquillizzati di più rispetto a coloro che avevano ascoltato la storia dell’adulto. I bambini giocando costruiscono fantasie che li aiutano ad affrontare situazioni difficili. Spero di esserle stata utile.

Giovanna Celia
D la Repubblica Blog