Gentilissima Dottoressa,

quando ero molto giovane, attorno ai 18-20 anni, e sentivo persone più adulte dire che non si riconoscevano in alcune scelte fatte in passato, ad esempio scelte sentimentali, mi sembrava una cosa assurda. Pensavo: ma com’è possibile che una persona intelligente faccia cose di cui poi si pente così tanto, che non rifarebbe? E invece oggi che ho quaranta anni anch’io, pensando ad alcune cose, provo quel forte senso di estraneità verso di esse, come se le avesse fatte un’altra persona, cioè si tratta di scelte che non rifarei. Ad esempio, un lungo periodo di solitudine dopo una storia d’amore finita male, che mi ha messa k.o. Adesso penso che avrei dovuto fare tutto il contrario: non chiudermi in me stessa, ma vivere ancora di più, con più determinazione! Come mai a volte si fanno nella vita cose che poi, a guardarle da lontano, non ci assomigliano più? Allora dov’è la coerenza, l’intelligenza? Capita a tutti di sentirsi così? Perché – come nel mio caso in cui ho vissuto anni di solitudine sentimentale – ci si fa così del male?

Un caro saluto.

C.

 

Se gioventù sapesse se vecchiaia potesse così diceva Henri Estienne e quanto aveva ragione anche stando a quello che lei scrive. Le domando è possibile vivere un’intera vita senza fare qualcosa di cui, prima o poi, ci pentiremo? Possiamo conoscere in anticipo la cosa giusta da fare in modo da non commettere errori? La risposta è no! Non può pretenderlo da se stessa, nessuno può. Ognuno di noi vive la vita con le conoscenze, le esperienze, le possibilità che ha in quel momento ed è un grosso errore pensare alle decisioni di “allora” con la maturità di oggi. È come se dicesse che vuole conoscere prima tutte le carte che le capiteranno per decidere se giocare. Piacerebbe a tutti sbirciare nel futuro per decidere cosa fare nel presente. Ricorda il film “Ritorno al futuro?” si gioca tutto su questo desiderio. Non esistono garanzie, la vita è un rischio e va accettata così, non rimugini troppo su quelli che oggi ritiene degli errori commessi in passato, s’impegni piuttosto ad imparare da essi per essere ancora più coraggiosa e mettersi in gioco. Non si risparmi, non eviti, investa, viva, soffra, sbagli, e goda non cerchi le risposte giuste nessuno le conosce neanche chi fa credere di saperle. Tutti viviamo con le stesse condizioni, siamo tutti “a tempo determinato” nessuno sa cosa gli riserva il futuro, abbiamo alcune chance e, come tutti, vantaggi e svantaggi dalle scelte che facciamo. Il segreto sta nell’accettare tutto questo come regole del gioco, imparare ad utilizzarle nel migliore dei modi, non ripiegare troppo su se stessi, non rimuginare troppo, non lasciarsi troppo sedurre dalla nostalgia, dalla malinconia, dall’eccessiva riflessività, dall’attendismo, dal timore di sbagliare, dal giudizio degli altri. Non viva per non sbagliare, viva per ascoltare se stessa, amare chi incontrerà, si fidi del suo tempo e di se stessa. Diversamente, oggi a quarant’anni rimpiange i suoi venti e le scelte che ha fatto allora e il rischio è che a cinquanta rimpiangerà quelle fatte a quaranta. Insomma se non modifica lo schema, rischierà di ripeterlo all’infinito. Le scelte non sono il risultato solo dell’intelligenza e della coerenza ma anche dell’ascolto profondo dei propri bisogni e dei propri sentimenti, per il futuro se nel prendere delle posizioni terrà conto di quello che pensa ma anche di quello che sente io, non credo che si pentirà.  Chi vuol esser lieto sia del doman non v’è certezza.

Ps. Carissimi da febbraio nelle migliori librerie o tramite amazon potete acquistare il mio ultimo libro “La psicoterapia strategico-integrata: l’evoluzione dell’intervento clinico breve” buona lettura a tutti e fatemi sapere cosa ne pensate inviandomi il vostro indirizzo mail nella lettera.

Dott.ssa Giovanna Celia
Psicologia – Blog di Repubblica