Salve dottoressa.
Ho 30 anni, sono single e precaria. Vivo la mia vita rivolta al passato. Due grosse storie sono scivolate via, ora che mi sento più matura le rimpiango. Vivo rivolta al passato, penso sempre a quello che poteva essere, da quando mi sveglio a quando mi addormento la sera. Sempre. Continuamente. Ho una vita parallela di sogni ad occhi aperti. Spesso mi incanto anche a lavoro sognando. E sono tutti sogni tristi. Non ho voglia di conoscere nessuno, l’idea di vivere un inizio di storia, con una fase di conoscenza, delle farfalle nello stomaco, non mi piace, non ho tutto questo tempo, vorrei già la routine di un divano e un film abbracciati. Non riesco a cambiare questa mia predisposizione. Sento che il tempo massimo sia andato, so che sono giovane, ma i miei obiettivi erano diversi, sono una bella ragazza, forse proprio su questo ci ho giocato troppo questi anni credendo che il tempo non passasse mai e ora sono sola. Lo so, è stupido, sono giovane, ma io non riesco a guardare al futuro ed ad essere serena. Vivo solo di nostalgia per il passato.

Cara M.
tecnicamente lei utilizza, quello che in psicologia cognitiva si chiama pensiero controfattuale. È uno stile cognitivo per cui si pensa sempre che quella perduta era l’occasione giusta, che la scelta mancata era la migliore e così via. Questa modalità produce depressione, blocco, abbattimento. Ma le faccio una domanda è sicura di voler smettere di pensare al passato? Mi sembra che le piaccia molto e, se mi permette, è anche comodo! Infatti, la tendenza da un punto di vista emotivo di chi utilizza questo stile cognitivo è una sostanziale immaturità e tendenza a non voler crescere. Quando si è troppo giovani non si può scegliere perché si è troppo giovani quando si cresce non si può più perché si è troppo vecchi, insomma mai nessun momento è quello giusto per maturare. Il risultato è la lamentela sterile, non è un caso, a mio giudizio, che nella sua lettera non c’è una domanda. In sostanza si lamenta ma non mi chiede niente, non mi chiede come cambiare, né come interrompere questo schema, se ne lamenta soltanto e conclude in modo assertivo: “vivo solo di nostalgia per il passato”

Nelle sue considerazioni sulla sua vita tutto sembra che sia accaduto senza la sua collaborazione, le due storie importanti “le sono scivolate via”. Lei dov’è? cosa vuole? Credo che se non vuole passare il tempo a sognare invece di vivere dovrebbe prendere atto e  rivolgersi ad uno psicoterapeuta esperto e lavorare per interrompere questo schema cognitivo, emotivo e relazionale che sta minando in modo significativo la sua vita. Spero di esserle stata utile.

Giovanna Celia
D la Repubblica Blog