Salve dottoressa, sono una persona ansiosa, ho paura e mi agito per tutto. Ci sono dei periodi in cui questa cosa la gestisco meglio e dei periodi che mi mettano k.o., tanto da rimanere immobilizzata e da non riuscire a fare niente. Volevo sapere se, devo imparare a conviverci ed accettarmi così, oppure posso migliorare attraverso un percorso di psicoterapia?

La ringrazio

D.

Cara D. le rispondo con il mio solito stile diretto, si certo che può migliorare. Lo stato che sperimenta è comune a moltissime persone. I disturbi d’ansia (disturbo d’ansia generalizzato, fobie, attacchi di panico, disturbi ossessivo-compulsivo) sono patologie psicologiche molto diffuse. Sono molte le ragioni che possono produrre una sintomatologia ansiosa come quella che racconta, per esempio un’esperienza traumatica non elaborata, o un momento di stress particolarmente acuto, dei cambiamenti importanti? Trasloco, cambio di lavoro, la fine di una storia d’amore? Da quanto tempo dura la sua sintomatologia? Ha dei genitori ansiosi? Escluse situazioni specifiche, in genere l’ansia è il risultato di un conflitto interiore tra due forze opposte di uguale intensità e di verso opposto, in genere questo conflitto è rimosso e dunque non cosciente e convertito su un piano somatico, con la classica sintomatologia, sudorazione, irrequietezza, tachicardia, tensione muscolare, insonnia. Spesso a suscitare il conflitto non è un oggetto o un’attività particolare quanto piuttosto un modello di comportamento, un complesso di atteggiamenti e di valori in cui il soggetto non riesce a districarsi e/o a scegliere. L’appartenenza a diverse categorie di sesso, età, classe sociale, professione ecc. impone di volta in volta regole di comportamento diverse non sempre compatibili con noi. Il conflitto nasce quando un individuo viene ad occupare simultaneamente due posizioni differenti, che prescrivono atteggiamenti diversi. Il soggetto incastrato in questo conflitto avverte senso di blocco, indecisione, smarrimento, dispercezione e disindentità e sta male. L’ansia si può curare e risolvere completamente con una psicoterapia corretta. Il lavoro psicoterapeutico dovrebbe concentrarsi a comprendere i termini profondi del conflitto che la tormenta e, analizzando attentamente gli elementi che lo compongono, la aiuti a smontare una delle due forze o riducendone di intensità oppure di direzione aiutandola a scegliere. Dovrebbe essere una terapia mirata innanzitutto ad alleviarla dal sintomo e poi a darle la fiducia e la forza necessaria ad affrontare il conflitto e superare l’ansia. Inoltre per stabilizzare il processo dovrebbe ricostruire se questa risposta sintomatica non sia stata appresa, magari da un genitore in modo da renderla immune da quell’insegnamento anche per il futuro. Contrariamente al mio stile più solitamente discorsivo, in quest’occasione sono stata un po’ tecnica, in quanto l’argomento è delicato e complesso, spero di essere riuscita a darle buoni spunti di riflessione e soprattutto speranza. Relativamente alla scelta del terapeuta sempre sul mio blog tempo fa ho pubblicato “10 consigli per scegliere il terapista giusto” lo rilegga per orientarsi. Chi vuol esser lieto sia del doman non v’è certezza.

Dott.ssa Giovanna Celia
Psicologia – Blog di Repubblica